I 10 VINILI PIÙ STRANI DI SEMPRE

di Filippo Simeone

Una breve lista dei dischi più particolari che potete trovare in commercio.

 Breakbot – By Your Side

Il DJ e produttore francese Thibault Berland, conosciuto come Breakbot, ha pubblicato nel 2012 il singolo By Your Side. Il video animato che accompagna la canzone ha riscosso molto successo, ma ancor più particolare è stata la decisione di pubblicare il 7″ su un vinile di cioccolato.

Cento venti copie sono state messe in commercio e l’etichetta di Breakbot, la Ed Banger Records, ha deciso di accompagnare l’uscita del 7″ con un foglietto che recitava “Suonatelo prima di mangiarlo”. Come potete immaginare, è un oggetto difficile da mettere nella vostra discoteca ed è un disco che può essere suonato solo una volta. Nonostante questo, i fortunati possessori ci tengono a precisare che l’audio è più che accettabile e che la riproduzione avviene senza alcun problema. Chissà, qualche problema potrebbe sorgere dopo averlo mangiato…

Breakbot

 

The Durutti Column – The Return of the Durutti Column

I Durutti Column sono stati il primo gruppo a firmare un contratto con la Factory Records, che fra gli anni ’80 e ’90 ha accolto band del calibro dei Joy Division e degli Happy Mondays. Il loro album d’esordio, dal titolo ironico Il ritorno dei Durutti Column, è stata una delle prime pubblicazioni della Factory e l’edizione in vinile è famosa per la sua copertina esterna. L’idea alla base della sua realizzazione era rovinare gli altri dischi delle collezioni private: la copertina esterna era fatta di carta vetrata.

All’epoca ne sono state stampate solo duemila copie, poiché i costi di fabbricazione erano molto alti, soprattutto per una label appena nata come la Factory. Sembra che Ian Curtis avesse accettato di assemblare le copertine, per risparmiare così sui costi; leggenda narra che gli altri membri dei Joy Division, mentre il loro frontman era sbattuto sul pavimento freddo della Factory impegnato con la carta vetrata, stessero nella stanza accanto guardando film porno.

Durutti

 

Lemon Jelly – Soft/Rock

Nel 2001 i Lemon Jelly pubblicano il loro singolo “Soft/Rock” in una copertina ricavata dai jeans Levis. Le mille copie del 7″ blu erano provviste di un profilattico infilato nella tasca del jeans. Dettaglio per i più curiosi: il condom era al gusto frutta.

Alcune copie in edizione limitata avevano un ricamo fatto a mano sul jeans e un biglietto da visita di Laura Lees, famosa sarta britannica. Questa edizione è molto rara (e molto costosa).

Lemon Jelly

 

Slightly Stoopid – Dabbington

Ho già parlato dei dischi commestibili, quindi non vi stupirete più di tanto se adesso passerò ai dischi fumabili. La band di San Diego degli Slightly Stoopid ha deciso di pubblicare la traccia strumentale Dabbington su un vinile fatto di live resin. Cos’è? È un concentrato della cannabis, molto aromatico e, per molti, una primizia. Nel gennaio del 2017 la band ha creato un primo test pressing, con risultati non troppo soddisfacenti: il prodotto è stato definito “passabile”, riferendosi ovviamente alla qualità audio.

Ad oggi, non sono state messe in commercio altre copie: tutti i tentativi sono andati in fumo.

Slightly Stoopid

 

Shout Out Louds – Blue Ice

La band svedese degli Shout Out Louds ha dato un tocco di DIY (Do It Yourself, letteralmente “fattelo da solo”) al singolo Blue Ice del 2013. L’idea era quella di creare un 7″ di ghiaccio. Una volta acquistato il singolo, arrivava a casa del fortunato acquirente un kit formato da una bottiglia d’acqua (rigorosamente svedese) e uno stampo. Versata l’acqua sopra quest’ultimo e messa in freezer per qualche ora,  il blocco di ghiaccio che si otteneva era un vero e proprio 7″, con tanto di solchi. Solo 10 kit sono stati messi in commercio sul sito della Merge Records.

Istruzioni per l’uso: per suonarlo utilizzate un giradischi a cui tenete poco perché sarà irrimediabilmente rovinato.

 

Bonobo – Cirrus

Già nell’era vittoriana erano stati creati dei dispositivi in grado di creare immagini in movimento. Uno di questi era lo zootropio, il cui funzionamento era il seguente: una serie di disegni veniva riprodotta su una striscia di carta, inserita poi in un cilindro dotato di feritoie a intervalli regolari (una per immagine); la rapida successione delle immagini, creata dal moto circolare, dava la sensazione di un movimento fluido e continuo.

Partendo da questo principio i Bonobo hanno immesso sul mercato il singolo Cirrus nel 2013: il disco è formato da centinaia di piccole immagini colorate che tramite il movimento circolare del giradischi producono un effetto simile a quello dello zootropio.

Bonobo

 

The Flaming Lips – Heady Fwends

Wayne Coyne e soci sono sempre stati molto innovativi e mai banali. Dunque non dovrebbe stupirvi la storia dietro il loro LP del 2012 Heady Fwends, pubblicato in soli diecimila esemplari. L’idea di Coyne era di smuovere le coscienze “dei fan ricchi dei Flaming Lips”: ha chiesto ad alcuni artisti presenti nel disco, Chris Martin, Erykah Badu, Sean Lennon, Nick Cave e altri di donare il proprio sangue per scopi benefici. Queste piccole quantità di liquido sono state poi utilizzate per riempire i vinili delle dieci copie in edizione limitata di Heady Fwends.

Ogni copia di questo doppio vinile partiva da un prezzo minimo di duemilacinquecento sterline e tutto il ricavato delle vendite è stato devoluto in beneficenza.

Flaming Lips

 

Eohippus – Getting Your Hair Wet With Pee

Passiamo adesso a un altro liquido. Se siete particolarmente sensibili vi invito a saltare questo paragrafo.

La band di Pittsburgh ha pubblicato nel 2014 un 7″ dal titolo Getting Your Hair Wet With Pee e, per far fede al titolo, ha deciso di stampare una serie limitata di vinili imbevendo la ceralacca di capelli dei membri della band e di urina. Per questo motivo il disco ha un colorito giallo paglierino (vedere per credere); è stato messo in vendita su Ebay per la somma di quarantacinque sterline e sembra che qualche fan molto coraggioso lo abbia acquistato, probabilmente maneggiandolo con dei guanti oppure lasciandolo nel cellophane.

Eohippus

 

Emperor Yes – An Island Called Earth

Per non essere da meno ai Flaming Lips e agli Eohippus, che a mio avviso restano impareggiabili, la band psichedelica degli Emperor Yes ha pubblicato nel 2014 il suo album di debutto in versione colorata verde. Alcune copie di questo LP sono state impreziosite da polvere ricavata da un meteorite. Ora, essendo una materia prima difficile da reperire, potete immaginare che le copie messe in commercio sono state pochissime, circa un centinaio.

Emperor Yes

 

Ray Parker Jr./Run DMC – Ghostbusters

Tutti noi abbiamo visto il film. Ma pochi di noi hanno visto l’edizione limitata pubblicata per il trentennale del film: il 12″ che conteneva la famosa colonna sonora di Ray Parker Jr. e un brano dei Run DMC dal titolo Ghostbusters Rap è stato stampato in versione fosforescente bianca. Fino a qui sembra tutto normale, ma per rendere unica questa versione la casa discografica ha deciso di rendere la copertina esterna del disco un grosso marshmallow con odore caratteristico annesso, in onore del villain L’Uomo della Pubblicità Marshmallow.

Ghostbusters

 

…Bonus Track

I Barren Harvest pubblicano nel 2014 l’LP Subtle Cruelties su vinile trasparente, inserendo delle foglie secche all’interno del disco. Inoltre la casa discografica ha pubblicato un annuncio sul suo sito in cui dichiarava “Ricordate che i rumori e le imperfezioni sonore di questa edizione variano da disco a disco”. Una qualità audio imprevedibile, proprio come la natura.

Barren Harvest

 

FONTI:

https://www.hmv.com/music/10-of-the-weirdest-vinyl-records-ever-madehttps://thevinylfactory.com/features/the-10-weirdest-things-pressed-into-vinyl-records-this-year/

 

 

 

Bone Music – Radiografie di una ribellione

di Filippo Simeone

Come i giovani beatniks russi superarono la censura imposta dal Cremlino

Provate a immaginare di vivere in un paese in cui ascoltare musica popolare straniera è vietato. Mettere sul giradischi un vinile dei Beatles potrebbe farvi finire in carcere o peggio, al confino a morire di freddo in un gulag.

Questa era la situazione nella Russia stalinista dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Stalin decise infatti di bandire la musica occidentale: le puntine dei grammofoni sovietici dovevano solcare dischi dei grandi maestri russi. Inoltre, anche la musica degli emigrati russi era vietata, poiché traditori della patria. Non tutti però accettarono questa situazione.

Fra gli anni ’40 e ’60 i cosiddetti stilyagi decidono di ribellarsi all’autorità. Erano una sottocultura di giovani russi con un forte interesse per il mondo occidentale, conosciuto grazie ai reduci di guerra che nel periodo lontano dalla madrepatria hanno abbracciato usi e costumi europei e che hanno poi adottato di ritorno dal conflitto. Oltre a vestire in modo occidentale, gli stilyagi erano caratterizzati dal loro pensiero apolitico.
Uno di questi giovani beatniks, Stanislav Philo, porta con sé dall’Europa una macchina per duplicare i dischi, fatto stranamente consentito dalla legge sovietica. Nel suo negozio di fotografia di Leningrado, l’attuale San Pietroburgo, il business dei vinili di “contrabbando” impiega pochissimo a fiorire. La cultura musicale dell’Occidente – partendo dal boogie woogie per arrivare fino al rock’n’roll – invade così la quotidianità dei giovani russi.

C’era solo un problema: la qualità dei dischi, inadatti a essere solcati dalle dure puntine d’acciaio dei grammofoni sovietici.

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Ruslan Bogoslowski – Foto di http://www.thehindu.com

Uno dei suoi clienti più fedeli era un ingegnere del suono di soli diciannove anni, Ruslan Bogoslowski, che studia nel dettaglio il funzionamento della macchina utilizzata da Philo e ne crea una più moderna. C’era da fare l’ultimo passo, quello più importante: procurarsi la materia prima.
Ruslan trova una grande quantità di lastre, pronte a essere distrutte: secondo la legge russa dell’epoca infatti, dopo un anno dovevano essere smaltite poiché infiammabili e potenzialmente pericolose. Gli inservienti degli ospedali, per liberarsi dalla seccatura di distruggere quintali di radiografie, cominciano a venderle per somme di denaro esigue.
Con il tempo Ruslan e il suo amico/socio Boris Taigin accumulano la materia prima; per circa venti anni mettono in commercio quasi un milione di bootleg di bone music. Il processo di fabbricazione era molto semplice: i solchi venivano impressi sulla radiografia, che veniva poi tagliata a mano per dargli la canonica forma circolare e, utilizzando una sigaretta, si praticava un foro al centro per poter garantire la riproduzione del disco.
Nasce così la cosiddetta bone music (letteralmente “musica delle ossa”), anche conosciuta come bone ‘n’ ribs music (“musica delle ossa e delle costole”), inventando inconsapevolmente i primi flexi disc.
Come raccontato nel video che trovate in fondo alla pagina, la vendita di dischi avveniva anche alla luce del sole: gli scambi si svolgevano proprio come nelle scene di un film. Il materiale flessibile permetteva di nascondere i dischi nelle maniche dei cappotti e nelle tasche interne; spesso i dischi venivano barattati con bottiglie di vodka, bene prezioso per quell’epoca.

Ruslan Bogoslowski divenne un vero e proprio eroe nella Russia dell’epoca. Ma lui e il suo gruppo di “ribelli”, conosciuti come i Golden Dogs, non passarono inosservati ai mastini del governo russo. Ruslan fu arrestato e mandato in un gulag ma, rimesso in libertà, ricominciò a fabbricare dischi per i giovani sovietici.

c.-Jozsef-Hajdu

Il mercato della bone music dura fino al 1966: da qualche anno infatti, con il consenso del governo, le bobine e i registratori avevano invaso il mercato interno. La qualità audio dei nastri era di gran lunga superiore, priva di fruscii e altri difetti sonori che spesso erano allo stesso volume della musica.

È dunque grazie alle fratture e alle ossa rotte del popolo sovietico che la grande musica occidentale, da Ella Fitzgerald fino ai Beatles, ha potuto varcare i confini della ex Unione Sovietica.

 

 Fonti:

– https://citiesintransition.eu/cityreport/bone-music-a-brief-history-of-time

– https://noisey.vice.com/en_us/article/rq4k85/soviet-x-ray-audio